Acqua per Ninive: nuove ricerche italiane nel cuore dell'impero assiro (Iraq)
Conferenza di Daniele Morandi Bonacossi, professore di Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico all'Università di Udine e direttore della missione archeologica italiana in Assiria, Iraq settentrionale.
Mercoledì 13 novembre - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei Congressi
La conferenza presenterà i risultati principali del “Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive” (PARTeN) iniziato nel 2012 dalla Missione Archeologica Italiana in Assiria (Università degli Studi di Udine) in Iraq settentrionale (Regione del Kurdistan iracheno).
Il progetto è un’ampia ricerca multidisciplinare volta a ricostruire la formazione ed evoluzione del paesaggio culturale e naturale di un’importantissima regione della Mesopotamia settentrionale posta a cavallo fra le province di Ninive (Mosul) e Dohuk fra Paleolitico ed età islamica e a garantirne valorizzazione e tutela in forme innovative. Questa regione, chiamata “Terra di Ninive” perché ubicata nell’entroterra della città che nel I millennio a.C. divenne la capitale dell’impero neo-assiro, copre una superficie di quasi 3000 kmq, non è mai stata esplorata in maniera sistematica e interdisciplinare da alcuna missione archeologica e dispone di un potenziale archeologico straordinario. La ricerca di PARTeN si basa su una ricognizione archeologica di superficie a carattere regionale, integrata da scavi archeologici in diversi siti della regione (Jerrahiyeh, Tell Yahud, Tell Gomel). Il progetto mira a ricostruire i modelli d’insediamento, utilizzo e gestione del territorio, soprattutto nelle sue risorse fondamentali, acqua e suoli agricoli. A ciò si accompagna lo studio delle dinamiche insediative e demografiche e la ricerca sulla cultura materiale della regione e la sua evoluzione.
Tali obiettivi s’integrano strettamente con la ricostruzione geo- e bioarcheologica dell’ambiente naturale antico e della sua evoluzione come conseguenza di fluttuazioni climatiche globali e dell’impatto antropico.
Accanto a questi obiettivi strategici, al centro di PARTeN sono altre problematiche specifiche, come lo studio del I millennio a.C., epoca in cui la regione costituiva il cuore geografico e politico dell’impero assiro. Molto poco si sa dell’entroterra di Ninive e dei modelli d’insediamento e uso del territorio in questa regione così importante per il sostentamento della capitale. Uno degli obiettivi più importanti della ricerca è costituito dalla ricostruzione geoarcheologica e topografica dell’imponente e ancora poco conosciuto sistema idraulico costruito fra VIII e VII secolo a.C. dal sovrano assiro Sennacherib (705-681 a.C.) per portare l’acqua a Ninive. Al ramificato sistema irriguo delle zone retrostanti a Ninive si collegano elementi edilizi e monumentali di grande importanza eretti da Sennacherib: i primi acquedotti monumentali della storia e una serie di rilievi rupestri di grandi dimensioni raffiguranti il re e le principali divinità assire, attraverso i quali il sovrano “firmava” in una prospettiva fortemente politica e ideologica il gigantesco progetto di trasformazione agricola del territorio da lui voluto attraverso la creazione di un imponente e tecnologicamente avanzato sistema idraulico.
La Missione Archeologica Italiana in Assiria sta inoltre conducendo un intenso lavoro di studio e documentazione preliminare alla realizzazione di un grande parco archeologico-ambientale che tutelerà e musealizzerà il paesaggio culturale della regione, rendendolo così fruibile al grande pubblico. Al centro del parco, la cui creazione è stata chiesta dall’UNESCO che ne supervisionerà la realizzazione, è il sistema idraulico di Sennacherib con i suoi monumenti (acquedotto di Jerwan) e i grandi rilievi rupestri di Maltai, Faideh, Shiru Maliktha e, soprattutto, Khinis.