L'etā del Rame (3'400-2'200 a.C.). La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi
Visita guidata con Angelo Fossati, professore di Preistoria e Protostoria all'Universitā Cattolica di Brescia e membro del Comitato scientifico della mostra.
Sabato 27 aprile
Brescia, Museo Diocesano
Al Museo Diocesano di Brescia si rivivrà l'età del Rame (3'400 - 2'200 a.C.). Fu un millennio fondamentale per l'umanità: "nascono" l'aratro, la ruota, l'aggiogamento degli animali per la trazione, il carro a quattro ruote, lo sviluppo della metallurgia del rame, spesso in lega con l'arsenico, l'agricoltura e l'allevamento, attività che favoriscono nuovi assetti economici e sociali.
Questa è la mostra che esperti ed appassionati attendevano da anni. L'esposizione è organizzata con l'apporto di un qualificato comitato presieduto da Raffaele C. De Marinis.
Le sei sezioni della mostra oltre alle trasformazioni e innovazioni proprie del periodo, analizzano le manifestazioni del sacro, le testimonianze dei gruppi culturali dell'esteso territorio, lo sfruttamento sepolcrale dei ripari sotto roccia e in grotte, nuove culture e modalità abitative ed altro.
La sede dell'esposizione non è casuale: è proprio nel bresciano che sono tronate alla luce le testimonianze più rilevanti di insediamenti dell'età del Rame in Italia: la necropoli di Remedello Sotto costituisce la documentazione principale in area padana. Nuove scoperte sono documentate anche in altre località della pianura padana e dei primi contrafforti che la circondano. Si tratta di necropoli, talvolta molto ricche di manufatti. Altre suggestive testimonianze sono le notissime statue-menhir che, insieme alle incisioni rupestri della Valcamonica, forniscono un'iconografia fondamentale per la comprensione del periodo. Il diffondersi in tutta la regione alpina delle stele antropomorfe, statue-menhir, grandi composizioni monumentali nell'arte rupestre, statue-stele, è tutt'ora oggetto di studio. Il fenomeno non è circoscritto alla regione alpina, ma presenta una vasta diffusione dalle steppe a nord del Mar Nero fino alla penisola iberica.
Nella mostra è illustrato anche il complesso dei ritrovamenti avvenuti al giogo di Tisa dell'uomo del Similaun con tutto il suo abbigliamento ed equipaggiamento. Particolare attenzione è posta nel confronto tra i materiali posseduti da Ötzi (ascia in rame, cuspidi di freccia, pugnale in selce) e quelli relativi alla cultura di Remedello. Il percorso della mostra si conclude con l'età del Vaso Campaniforme, documentata dalle due importanti sepolture, a cui saranno affiancate le tombe recentemente scoperte a Parma, e con l'inizio dell'antica età del Bronzo con i primi abitati palafitticoli.

Sito della mostra.