Gli emarginati nella società romana
Conferenza (in francese) di Catherine Salles, professore emerito di Storia e Letteratura latina e Maître de conférences all'Università di Parigi X-Nanterre.
In collaborazione con Alliance française Locarno et Sopraceneri.
Mercoledì 27 febbraio - ore 20.30
Locarno, Sala Sopracenerina
Per molti di noi la società romana antica viene identificata con il suo passato glorioso: grandi imperatori, personaggi illustri, guerre di conquista, monumenti spettacolari giunti fino ai nostri giorni. Da qualche tempo però l'attenzione degli studiosi, e di conseguenza anche del grande pubblico, si è spostata sul rovescio di questa luminosa medaglia. Ci si è chiesti con sempre maggior insistenza quali fossero le reali condizioni di vita di tutti quei romani anonimi sui quali la storia non si è mai soffermata e dei quali non abbiamo mai ascoltato la voce. Come tutte le società antiche, anche quella di Roma è fondata sui rapporti di forza che intercorrono tra chi detiene il potere e chi invece è condannato alla marginalità. Le fonti storiche non ci dicono molto su questa tragica realtà; ovviamente a Roma vivevano nell'ombra migliaia di uomini, donne e bambini generalmente in condizioni molto difficili, afflitti da una grande miseria spirituale e materiale. Senza nessuna protezione di carattere legale e sociale, devono subire in permanenza i capricci di chi vive ben integrato nella società. Lavoratori legati alla terra, minatori, operai del commercio e dell'artigianato e soprattutto prostitute (essenzialmente donne ma ci sono anche molti bambini), appartengono al mondo oscuro della schiavitù, trattati come meri oggetti da parte dei loro padroni. E poi ci sono i gladiatori...