La visione archeologica di Giovanni Battista Piranesi
Conferenza di Luigi Ficacci, Soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell'Emilia Romagna. Organizzata dal Liceo cantonale di Bellinzona in collaborazione con l'AAT.
Giovedì 26 aprile - ore 18.00
Bellinzona, Liceo cantonale, aula multimediale
Un titolo che contiene un’apparente contraddizione fra il termine “visione” che evoca l’effetto di una libera immaginazione e il termine “archeologia” che richiama l’esattezza di una scienza oggettiva e documentaria, basata sulla verifica del dato e sulla ricerca di prove certe. Piranesi è questa contraddizione. Indaga il passato con strumenti scientifici, quali i documenti autentici, le fonti, i rilievi tecnici sui monumenti, i ruderi, gli scavi; connette tali strumenti secondo logica e ne deduce ipotesi secondo i lumi della ragione: è l’itinerario per trovare i principi della moderna architettura e dotare l’uomo del migliore dei mondi, sia urbani che sociali. Per contro, immette in questa idea una tensione e un furore morale esasperati dal contrasto tra la consapevolezza di una mitologica grandezza dell’antichità e una deplorata constatazione della inanità e decadenza del presente. Effetto di questo attrito è una sconvolgente enfasi visionaria in cui tutti gli strumenti della ragione si trasfigurano nell’immaginazione.