Dal palazzo alla città: alla ricerca dell’antico abitato di Persepoli (Iran)
Conferenza di Pierfrancesco Callieri,
Professore di Archeologia e storia dell'arte iranica presso l'Università di Bologna
Giovedì 17 febbraio - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei congressi, sala B
Il sito archeologico di Persepoli, posto nel cuore della regione del Fars, l’antica Persia (Iran meridionale), costituisce uno dei luoghi di maggiore rilevanza per la memoria storica dell’umanità, testimonianza del più esteso impero del mondo antico. Quello che oggi impressiona il visitatore con la sua maestosa imponenza è costituito dalle parti in pietra dei complessi architettonici costruiti sulla Terrazza monumentale, una cittadella imperiale fondata da Dario I nell’ultimo ventennio del VI secolo a.C. e vissuta a lungo, anche dopo l’incendio voluto da Alessandro Magno nel 330 a.C. L’insieme di queste raffinate architetture, di funzione prevalentemente ufficiale e celebrativa, costituisce una straordinaria materializzazione della ideologia dell’impero achemenide. Dopo gli scavi condotti negli anni ‘30 e ‘50, erano state le attività di restauro condotte dall’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO) tra il 1964 ed il 1979 a contribuire in modo decisivo al chiarimento di molte delle questioni che gli scavi avevano lasciato insolute. La Terrazza di Persepoli, un tempo non solo teatro di cerimonie ufficiali, ma anche centro di una rete amministrativa che interessava tutta la regione del Fars – come indicato dalle migliaia di tavolette d’argilla con testi elamici qui rinvenute – appare oggi come una cattedrale nel deserto, e il suo rapporto con quel contesto socio-economico non trova riscontro sul terreno. Proprio al fine di portare nuovi elementi per una conoscenza di questo contesto territoriale una Missione Archeologica dell’Università di Bologna e dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, erede dell’IsMEO (IsIAO), ha avviato nel 2008 un progetto quinquennale di collaborazione con il Centro Iraniano per le Ricerche Archeologiche dell’Ente Iraniano per il Patrimonio Culturale, grazie a finanziamenti del Ministero degli Affari Esteri, dell’Università di Bologna e dell’IsIAO. Il progetto, che comprende anche un importante settore relativo all’aggiornamento metodologico degli interventi di conservazione sulle strutture palatine della Terrazza, ha portato ai primi saggi di scavo stratigrafico nella piana antistante Persepoli, in aree dove le prospezioni geofisiche condotte da una missione iraniana e da una missione irano-francese avevano indicato la presenza di anomalie corrispondenti forse a elementi strutturali di quell’insediamento abitato che sia le tavolette elamiche sia le fonti greche suggeriscono dovesse trovarsi a non grande distanza dalla Terrazza. I risultati delle prime due campagne di scavo sono di grande interesse: oltre a tratti di strutture di recinzione e di canalizzazione, sono infatti state portate alla luce un’area artigianale comprendente una fornace per ceramica ed una vicina area di scarichi, prime testimonianze dell’attività “quotidiana” che doveva rendere possibile la vita sulla Terrazza.