Archeologia e ghiacciai: i ritrovamenti dello Schnidejoch
Conferenza di Albert Hafner (in francese)
Responsabile per l’archeologia subacquea e dei siti d’ambiente umido presso il Servizio archeologico
del Canton Berna
Giovedì 7 maggio - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei congressi, sala B
Il recente scioglimento dei ghiacciai ha reso possibile in tutto il mondo ritrovamenti di grande importanza. Particolarmente interessante è il fatto che spesso si tratta di oggetti in materiale organico risalenti al periodo preistorico e protostorico perfettamente conservati, che offrono preziose informazioni anche dal punto di vista della ricerca climatica. Alcuni dei ritrovamenti preistorici venuti alla luce a partire dal 2003 dai ghiacci dello Schnidejoch, comune di Lenk nell’Oberland bernese, si sono recentemente rivelati molto più antichi di quanto ritenuto in precedenza. I risultati delle ricerche sono stati presentati durante un convegno internazionale di archeologia e ricerca climatica tenutosi a Berna il 21/22.8.2008. La conferenza dell’Associazione Archeologica Ticinese quindi rende note al pubblico le conoscenze più attuali sul tema.
Il passo dello Schnidejoch è situato a 2756 m/slm fra l’Oberland bernese e il Canton Vallese. Già lo storico e geografo romano Strabone sottolineò l’importanza dei passi alpini. I ritrovamenti di Lenk, Schnidejoch, dimostrano che questi non solo erano percorsi già in epoca preistorica, ma illuminano in un sol colpo più di 5’000 anni di storia di un passo finora sconosciuto da questo punto di vista. La sua storia è strettamente legata al clima e allo sviluppo del ghiacciaio perché è probabile che esso fosse utilizzato per il transito solo in periodi climaticamente favorevoli.
I risultati più rilevanti della ricerca sono costituiti dalla datazione di oltre 300 oggetti recuperati dal 2003 al 2007, che comprendono resti di abbigliamento preistorico, una faretra e delle frecce, spilloni di bronzo, bullette di calzature romane e alcuni oggetti medievali. La datazione di 46 reperti organici è stata determinata con il metodo del radiocarbonio presso il Politecnico federale di Zurigo; è stato stabilito che almeno uno dei reperti è più antico di 1500 anni rispetto alla datazione finora ipotizzata. Si può quindi affermare che i ritrovamenti dello Schnidejoch sono i più antichi di questo tipo nell’arco alpino.
Anche dal punto di vista dell’indagine metodologica essi sono straordinari; per esempio, le ricerche del DNA sui reperti in pelle antichi di 5’000 anni condotte da Angela Schlumbaum dell’Institut für prähistorische und natur-wissenschaftliche Archäologie dell’Università di Basilea rappresentano un successo unico nel suo genere a livello internazionale.
Attualmente un team di ricercatori sta preparando la pubblicazione di un primo volume sui ritrovamenti, che dovrebbe apparire nel 2010.