Archeologia musicale
Archeologia musicale: l'orizzonte sonoro del mondo antico
Conferenza di Roberto Melini, Docente di Archeologia musicale del mondo antico presso l'Università di Trento
Giovedì 9 dicembre - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei congressi, sala B
Il mondo antico non era avvolto dal silenzio. Questa immagine, errata, potrebbe essere messa in parallelo con quella che associa l'antichità classica ad un astratto colore bianco. Ma oggi sappiamo che una tale idealizzazione non corrisponde a quella che era la realtà (edifici, monumenti e statue spesso erano coloratissimi), ed allo stesso modo ci rendiamo conto di come la vita abbia da sempre pulsato accompagnata da suoni e musica. L'uomo è inevitabilmente calato in una sfera di suoni: prodotti dalla natura o dai suoi simili, volontari oppure involontari, meramente funzionali oppure carichi d'implicazioni semantiche ed artistiche. Studiare lo sviluppo del "soundscape" - concetto ormai maturato grazie alle significative ricerche degli ultimi decenni - vuol dire indagare su di un arco che, partendo dalle primordiali esperienze sonore dei Preistorici (l'acustica delle grotte, l'utilizzo particolare d'ecofatti e manufatti), passando dalla nascita della creatività artistica e dall'invenzione degli strumenti musicali (le civiltà mesopotamiche, l'Egitto), arriva a considerare il sapere musicale dei popoli che intorno al Mediterraneo antico sono stati all'origine della nostra civiltà. Come in uno specchio, nella ricerca si riflettono testimonianze di aspetti reali e proiezioni nell'immaginario, mentre suoni concreti e prassi del "far musica" si rivelano essere causa/effetto di speculazioni teoriche e valenze simboliche. Strumenti musicali recuperati da scavi archeologici, iconografie con soggetti musicali, strutture pensate con peculiarità sonore, sono evidenze che vanno contestualizzate nella loro "cultura materiale" e poi, quando possibile, confrontate con le informazioni desumibili da una lettura avvertita delle fonti scritte (anche "spartiti" non mancano del tutto: è stato possibile decifrarne su tavolette a scrittura cuneiforme, epigrafi, papiri, codici...). Ricostruire l'evoluzione dell'orizzonte sonoro antico, a certe condizioni e con inevitabili limiti, sembra dunque possibile: l'archeologia musicale - disciplina nata di recente allo scopo di mettere in relazione approcci metodologicamente diversi - consente di portare avanti questa straordinaria avventura, per capire di più del mondo degli antichi e per ricollegarci, anche su questo versante, alle radici della nostra civiltà.