Lascaux

Agli inizi dell'arte. La pittura delle origini

Ciclo di approfondimento in quattro serate: Arte parietale del Paleolitico con Jean-Marie Le Tensorer; La pittura minoica con Matteo D'Acunto; La pittura in Egitto, il caso di Tell el-Dab'a (Hyksos) con Cornelia Isler-Kerényi; La pittura etrusca con Benedetta Giorgi Pompilio.
Mercoledì 27 ottobre,
giovedì 11, 18 e 25 novembre
- ore 18.00
Lugano, USI, Auditorium e Palazzo Rosso, aula 11
La AAT, dopo il ciclo sulla scultura delle origini dell'autunno 2008 e sempre con l'intento di offrire ai soci un'occasione privilegiata di approfondimento, ha invitato relatori di fama internazionale a trattare l'affascinante tema della pittura nell'arte delle origini, dal Paleolitico all'epoca etrusca. Il ciclo di quattro lezioni di 90 minuti con discussione, coordinate dall'archeologa Cornelia Isler-Kerényi è organizzato con la collaborazione del TEC-Lab, Facoltà di scienze della comunicazione, Università della Svizzera italiana.

La pittura delle prime civiltà è forse l'espressione artistica più affascinante per lo spettatore di oggi. Oltre che sulla figura umana, è infatti in grado di dirci qualcosa sul suo rapporto con l'ambiente che la circonda e che la condiziona: i suoi simili, gli animali, la natura. E lo fa nel linguaggio formale caratteristico di ogni cultura e soprattutto, suggestivamente, con i colori. In questa prima serie di quattro lezioni verranno presentate manifestazioni pittoriche nelle celebri grotte preistoriche francesi e spagnole, nell'Egitto dell'età dei Faraoni, a Thera (Santorini), centro ormai famoso della civiltà cicladica del secondo millennio a.C., e nelle più importanti tombe etrusche. A una seconda serie, da realizzare in futuro, si riservano panoramiche della pittura greca classica e romana, e infine del mosaico antico.

Mercoledì 27 ottobre
Arte parietale del Paleolitico (in francese)
Jean-Marie Le Tensorer
, professore di Preistoria e Scienze associate e del laboratorio di ricerca sul Paleolitico in Europa e nel Medio Oriente presso l'Università di Basilea.
Spesso si pensa che l'apparizione dell'arte sia opera dell'uomo moderno. Così, specialmente in Europa, la comparsa di immagini figurative, in particolare di animali sulle pareti delle grotte, coincide con quella dell'Homo sapiens all'inizio del Paleolitico superiore, 35'000 anni fa. Il senso estetico è però molto più antico. Per esempio, 500'000 anni fa, il bifacciale, uno dei primi utensili dell'uomo, presenta una simmetria e qualità estetiche notevoli. La seconda tappa nella genesi dell'arte figurativa, riflesso di creazioni mentali, si è verificata quando l'uomo ha iniziato a tradurre la propria realtà interiore in espressione grafica. L'arte è sicuramente nata da un'esigenza intellettuale come, tempo prima, l'utensile rispondeva a un bisogno vitale (esistenziale). La parete rocciosa è diventata il supporto privilegiato dell'immagine carica di significato. Poiché l'essere umano è sia biologico sia sociale, l'utilizzo dell'immagine ha da allora assicurato la coesione dei due aspetti. Col passar del tempo, l'apparizione e poi lo sviluppo dell'arte hanno permesso all'individuo di inserirsi meglio nel proprio gruppo sociale. Numerosi esempi provengono dalle più famose grotte dipinte d'Europa come quelle di Chauvet, Lascaux o Altamira.

Giovedì 11 novembre
La pittura minoica

Matteo D'Acunto
, professore di Archeologia e Storia dell'arte greca presso l' Università di Napoli “l’Orientale.
La relazione presenterà in forma sintetica la pittura minoica, attraverso i ricchi cicli pittorici dei palazzi cretesi di Crosso, Festòs, Hagia Triada, Mallia e Zakros. Questa pittura è ad oggi una delle forme più eleganti dell'arte occidentale, anche grazie all'apparente gioia di vivere che traspare dai temi e la “leggerezza” con cui sono trattati. Verranno analizzate le iconografie di questi cicli di affreschi. È necessario considerare la loro posizione nei diversi ambienti del palazzo - vani di rappresentanza, sacri, funzionali - ed evidenziare il rapporto tra immagine e funzione dell'ambiente. In particolare, gli affreschi focalizzano gli aspetti cerimoniali legati alla figura del re e al sistema di potere temporale, religioso ed economico, che ruota attorno ad essa. Le processioni, le “tauromachie”, le scene cerimoniali di vita del palazzo, le scene “quotidiane”, le scene naturali, tutte concorrono a creare un discorso simbolico, funzionale alla valorizzazione di tutti gli aspetti del potere del re. Infine l'attenzione sarà focalizzata sugli affreschi “minoici” di Santorini: sulle rappresentazioni di vita “quotidiana”, di combattimento, di navigazioni a lunga distanza, come nella celebre e tanto discussa Casa dell'Ammiraglio, e sui temi esotici che riflettono una società aperta ai contatti esterni.

Giovedì 18 novembre
La pittura in Egitto: il caso di Avaris (Tell el-Dab'a)
Cornelia Isler-Kerényi

L'Egitto antico è, nel Mediterraneo antico, la civiltà che ha restituito il maggior numero di pitture: destinate, nelle tombe soprattutto dei Faraoni e dei loro famigliari, a fissare per sempre le amenità della vita terrena. Esse danno un'idea delle sontuose decorazioni delle abitazioni, assai meno conservate. Un esempio di fascino particolare è quello, scoperto fra il 1990 e il 2007 in frammenti minuti, in una dimora palaziale degli inizi della XVIII dinastia (1500-1450 a.C. circa) nell'antica Avaris, capitale Hyksos nel delta del Nilo. Queste pitture, create evidentemente da maestranze della Creta minoica al momento del suo massimo splendore poco prima della disastrosa eruzione del vulcano di Thera, sono una testimonianza importantissima delle relazioni strette e feconde fra due delle più alte civiltà del mondo antico.

Giovedì 25 novembre
La pittura etrusca
Benedetta Giorgi Pompilio

La pittura, nell'ambito delle forme espressive artistiche del mondo etrusco, ci è nota soprattutto attraverso i magnifici e celeberrimi esempi vascolari, di cui sono emersi nel corso degli scavi più o meno recenti un numero incalcolabile di esemplari. Esiste però anche un altro supporto, altrettanto noto, anche se meno rappresentato numericamente, che è quello murario. La pittura muraria etrusca giunta fino a noi è stata rinvenuta in ambito funerario. Tra le testimonianze di maggior pregio artistico vi sono quelle che si concentrano sull'altura dei Monterozzi dove sorge una vera e propria città dei morti, di rimpetto ad uno dei principali centri politici e culturali della Etruria, Tarquinia, oggi in provincia di Viterbo. Qui la grande pittura funeraria è stata espressione di uno dei momenti della straordinaria crescita economica delle famiglie tarquiniesi di alto rango, collocabile soprattutto nel VI e V secolo a.C. Attraverso alcuni degli esempi più eclatanti - quali per esempio la tomba degli Auguri, la tomba della Caccia e della Pesca, la tomba dei Leopardi, la tomba del Triclinio, la tomba degli Scudi o ancora la tomba dell'Orco che si data al IV secolo - e il confronto con altri importanti siti etruschi in cui siano state rinvenute tombe dipinte, come è il caso della necropoli della Banditaccia a Cere (odierna Cerveteri), si cercherà di dare testimonianza di questa importante espressione artistica, che ha toccato livelli qualitativi sorprendenti ed è stata fonte di informazioni sulla vita quotidiana, oltremondana e mitologica del mondo etrusco.