Armenia: architettura, arte e archeologia
Conferenza di Emanuela Borgia, Dottore di ricerca in Archeologia orientale e professore presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Martedì 13 aprile - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei congressi
L’Armenia può essere considerata un vero e proprio crocevia di civiltà in cui vennero sin dalle origini a confluire tradizioni locali e influenze esterne, sia orientali sia occidentali. Grazie alla favorevole posizione geografica e alla ricchezza delle risorse naturali, la regione fu abitata almeno dal X-VIII millennio a.C., vide la nascita dei primi stati organizzati nell’età del Bronzo (IV-III millennio a.C.) e fu quindi sede del famoso regno di Urartu (IX-VII secolo a.C.), a cui si deve la fondazione di diverse città, tra cui Erebuni (odierna Yerevan, capitale dell'Armenia), ed una ricca produzione artistica. Dopo una fase di dominio persiano, epoca in cui la regione era una satrapia retta dalla dinastia degli Orontidi (VI-IV secolo a.C.), l'Armenia, toccata solo marginalmente dalla spedizione di Alessandro Magno, divenne un regno cliente della dinastia seleucide (III-I secolo a.C.) sotto gli Orontidi prima e gli Artassidi poi: è questa un’epoca molto florida, caratterizzata da forti influenze ellenistiche, pur nella continuità di contatti con le culture orientali. Con l’espansione romana nel Mediterraneo e verso Oriente il regno armeno divenne una sorta di stato cuscinetto tra Romani e Parti, mantenendo però la propria indipendenza. Con l’avvento al trono di Armenia di Tiridate I (53 d.C.), che ricevette il potere direttamente da Nerone e realizzò a Garni la propria residenza estiva, ebbe inizio la dinastia degli Arsacidi, legata strettamente a Roma ma allo stesso tempo fortemente permeata di cultura persiana, anche sotto il profilo artistico e letterario. L’Armenia fu provincia romana per brevissimo tempo: conquistata da Traiano nel 114 d.C., fu abbandonata già dall’imperatore Adriano nel 117 d.C. e tornò a essere un regno cliente di Roma. L’evangelizzazione del paese, che sarà d’ora innanzi uno dei baluardi della fede cristiana, ebbe inizio abbastanza precocemente, nel I secolo, per poi progredire a partire dalla fine del III-inizi del IV secolo, con la conversione alla fede cristiana del re Tiridate e la predicazione di S. Gregorio l’Illuminatore. La diffusione del cristianesimo e la nascita di una coscienza nazionale porteranno allo sviluppo di un’architettura sacra unica ed originale: si può parlare addirittura di una “sperimentazione architettonica armena”, che fece tesoro di diverse esperienze tecniche – sia locali che tratte dalle varie culture che via via erano entrate in contatto con l’Armenia – per giungere a forme nuove. Ancora si discute sulle modalità della nascita e dello sviluppo di questa impressionante fioritura architettonica, articolata in due fasi principali (IV-VII e IX-XIV secolo): essa rimane comunque una delle più stupefacenti manifestazioni culturali di una regione ricca di storia e tradizioni.