Due antiche capitali del II millennio a.C. in Turchia sud-orientale. Gli scavi italo-turchi nella valle di Islahiye (Gaziantep)
Conferenza di Nicolò Marchetti, professore di Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico presso l'Università di Bologna e direttore delle Missioni archeologiche di Tilmen Höyük e Tasli Geçit Höyük (Turchia)
Giovedì 25 febbraio - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei congressi
Tilmen Höyük, in Turchia, rappresenta uno dei siti principali sia per ricostruire i contatti tra Anatolia e Siria, sia per indagare un’antica capitale del II millennio a.C., contemporanea degli splendori di Ebla e Ugarit. Sul sito ha ripreso a lavorare, tra il 2003 e il 2008, una missione archeologica congiunta italo-turca diretta da Nicolò Marchetti dell’Università di Bologna in collaborazione con l’Università di Istanbul e il Museo di Gaziantep e in partenariato con l’Università di Genova e il gruppo Mapei, con finanziamenti del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e del Ministero degli Affari Esteri.

La città è stata la capitale di un regno importante tra il 1800 e il 1600 a.C., fino a quando i re paleohittiti la distrussero completamente. Gli spettacolari monumenti portati alla luce a Tilmen sono stati datati a varie fasi del Bronzo Medio e sono tutti costruiti con grossi blocchi basaltici, una pietra particolarmente abbondante nella regione, con alzati in mattoni crudi. Il sito comprende un’acropoli e una città bassa fortificata con un sistema di casematte nel quale si apre una porta monumentale con due leoni scolpiti ai lati dell’entrata. Tra le scoperte di maggior rilievo il palazzo reale, il tempio del dio della tempesta, edifici conservati per oltre sei metri di alzato e gigantesche fortezze dalle quali vengono splendide impronte di sigillo tra le quali una menziona un avo del grande Hammurabi re di Babilonia, un ritrovamento che ha aperto nuove prospettive storiche per la regione. L’inaugurazione nel 2007 di un parco archeologico e ambientale ha segnato una tappa essenziale nel processo di conservazione e presentazione al pubblico del sito.

Nell’autunno del 2009 uno scavo d’emergenza è stato compiuto nel vicino sito di Taşlı Geçit Höyük, minacciato da un lago artificiale. Dopo una sola campagna i risultati sono già del più grande interesse: la città era stata occupata tra 2000 e 1800 a.C. venendo abbandonata in seguito alla monumentalizzazione della vicina Tilmen Höyük, che eviden emente non permetteva di disperdere troppe risorse nel territorio. Dopo la distruzione di Tilmen, Taşlı Geçit Höyük aveva preso il posto di capitale della regione, venendo costruite intorno ad essa mura e fortezze possenti, una residenza e dei magazzini pubblici, fino a che verso il 1450 a.C. un terremoto rase al suolo la città, che non si riprese più completamente. A causa di tale evento, i ritrovamenti di ceramica e oggetti sono stati straordinariamente abbondanti, tra cui sigilli, bronzi e due splendidi idoli. Grazie alla sponsorizzazione del gruppo Maccaferri, innovative tecniche di contenimento dell’erosione provocata dal lago sono state messe in opera, il primo tentativo del genere su siti archeologici minacciati.