Archeologia Montebello
Visita alla mostra. Dopo alcuni anni di interventi, svoltisi a tappe e seguiti dalla Sezione della logistica (DFE), e con l'allestimento museale rinnovato a cura del Servizio archeologia dell'Ufficio dei beni culturali (DT), il museo del castello di Montebello è stato da poco riaperto al pubblico, con un nuovo concetto espositivo. Con Moira Morinini Pè, responsabile dell'allestimento museale (UBC) e vice-presidente AAT.
Mercoledì 9 settembre - ore 14.00
Dopo alcuni anni di interventi, svoltisi a tappe e seguiti dalla Sezione della logistica (DFE), e con un allestimento museale rinnovato a cura del Servizio archeologia dell’Ufficio dei beni culturali (DT), il museo del castello di Montebello ha riaperto da poco al pubblico con un nuovo concetto espositivo.

La visita al maniero, trasformato architettonicamente al suo interno nel 1974 su progetto degli architetti Mario Campi, Franco Pessina e Niki Piazzoli, è organizzata in due distinti spazi.
Al Palazzetto è presentata la storia del castello, dalla sua edificazione avvenuta alla fine del XIII secolo, passando attraverso gli ampi lavori di restauro e di ricostruzione del periodo 1902-1910, per giungere all’ultimo importante intervento architettonico risalente agli anni ’70 del secolo scorso.
La torre ospita invece un’esposizione archeologica costituita da una selezione di rinvenimenti del territorio ticinese, con particolare attenzione alla regione del Bellinzonese e delle valli superiori. Il percorso si sviluppa in verticale seguendo il filo del tempo in ordine cronologico, dal basso (il periodo più antico, il Mesolitico) verso l’alto (il periodo più recente, la Romanità). La sequenza – suddivisa in quattro piani espositivi, intercalati da tre piani evocativi – richiama le modalità della ricerca sul terreno, che riporta alla luce le testimonianze in base a una lettura stratigrafica: gli strati più profondi racchiudono gli elementi più antichi, quelli più superficiali i più recenti. Una volta giunti all’ultimo piano del mastio, il cosiddetto Belvedere, alcune vedute mostrano la morfologia attuale del territorio, mettendo l’accento sugli aspetti geografici.
Un altro percorso scende invece ai piani inferiori, dove si possono approfondire alcune tematiche: l’introduzione nelle nostre terre della prima forma di scrittura, avvenuta durante l’età del Ferro, e la sua diffusione, in epoca romana; l’abbigliamento, ossia come vestivano e si adornavano le nostre antenate e i nostri antenati; i riti funerari in uso nell’antichità.