Ercolano e Pompei: visioni di una scoperta
Visita guidata con Nicoletta Ossanna Cavadini, co-curatrice della mostra.
Sabato 28 aprile - ore 14.30
Chiasso, m.a.x. museo

In occasione dei 280 anni dalla scoperta di Ercolano e dei 270 anni da quella di Pompei, la mostra mette in luce come il ritrovamento di due tra i siti archeologici più importanti al mondo sia stato comunicato, studiato e documentato, tra il Settecento e gli inizi del Novecento, attraverso le espressioni visionarie di coloro che intuirono la portata della scoperta e cercarono di promuovere gli scavi e le ricerche volte alla divulgazione della conoscenza delle due città dissepolte.

L'esposizione propone oltre 300 opere provenienti da più di 20 istituzioni di 4 paesi (Svizzera, Italia, Francia e Stati Uniti), fra cui diversi inediti esposti per la prima volta, come l'anello di re Carlo di Borbone, il taccuino con disegni acquerellati e annotazioni del nobiluomo inglese William Gell e la prima raffigurazione cartografica di Pompei ad opera del naturalista-botanico François de Paule Latapie, ma anche il corpus di tre piante di Pompei ed Ercolano dell'ingegnere svizzero Karl Jakob Weber.

Lettere, taccuini acquerellati, incisioni, litografie, disegni, rilievi, matrici, gouaches, fotografie e le prime cartoline vengono affiancati, nel percorso espositivo, da una ventina di reperti archeologici di grande interesse provenienti da Ercolano e Pompei, conservati nei depositi del MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli e presentati per l'occasione: lacerti di affresco, statue di marmo, sculture in bronzo, bassorilievi, utensili di uso quotidiano (come lucerne, candelabri, calderoni) e anche preziosi gioielli, databili tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.