Corso 2018
Le vie di commercio e le conoscenze geografiche nell'antichità
Corso in quattro serate.
Mercoledì 7, 14, 21 e 28 novembre - ore 18.30
Lugano, USI, Palazzo Rosso, aula 11
Il corso organizzato dall’AAT nel 2016 era dedicato alle scritture scomparse e aveva avuto un grande successo rivelandosi di alta qualità. Desideriamo continuare la tradizione, sempre con l’intento di offrire ai soci e agli appassionati un’occasione di approfondimento, invitando un nuovo gruppo di specialisti universitari e proponendo quattro lezioni-incontro di 90 minuti ciascuna.

Mercoledì 7 novembre
La via dell'ambra
[Elisabetta Gagetti]
La conferenza dedicata alle Vie dell’ambra si snoderà attraverso tre principali punti d’attenzione: la natura dell’ambra, la localizzazione dei suoi principali giacimenti e le modalità di sfruttamento di quelli da cui proviene l’ambra in antico; la questione dell’esistenza di una o più “vie dell’ambra” e le modalità per stabilirne il percorso; una rassegna ragionata delle ambre archeologiche tra l’età del Bronzo e l’epoca romana.

Mercoledì 14 novembre
Esplorazioni e rotte commerciali oceaniche tra l'età arcaica e quella ellenistica: il caso di Pitea di Massalia
[Stefano Magnani]
A partire dal VI secolo a.C. i navigatori e i commercianti fenici, punici e greci iniziarono a frequentare ed esplorare in forma sistematica le rotte oceaniche atlantiche che, seguendo le coste occidentali dell’Africa e dell’Europa, consentivano di raggiungere terre assai lontane e ricche di prodotti preziosi, tra cui, in particolare, i metalli (stagno, argento, piombo, oro). I loro viaggi consentirono non solo l’avvio di relazioni commerciali su lunghe distanze ma anche lo sviluppo di una nuova visione geografica delle regioni oceaniche e della conformazione del mondo abitato. Tra tutte le esplorazioni si distinse in modo particolare quella compiuta da Pitea di Massalia, che raccolse informazioni e compì osservazioni scientifiche sulla natura dei luoghi visitati e dei popoli incontrati, lasciando un resoconto scritto che è andato perduto ma che ebbe una notevole influenza sul pensiero geografico antico.

Mercoledì 21 novembre
La geografia in età ellenistico-romana
[Lucio Russo]
Claudio Tolomeo nella sua Geografia recupera il metodo delle coordinate sferiche (latitudine e longitudine), che era stato abbandonato da secoli, ma commette due errori: sottovaluta di un 30% le dimensioni della Terra (che erano state misurate con precisione da Eratostene) e dilata sistematicamente tutte le differenze di longitudine. Indagando sull’origine di questi errori, si scopre che essi derivano dall’avere accettato l’identificazione con le Canarie delle Isole Fortunate, mentre la fonte ellenistica (con ogni probabilità Ipparco) con tale nome si riferiva alle Piccole Antille, nei Caraibi. Due altre strade indipendenti portano allo stesso risultato, che viene convalidato anche dall’esame di varie fonti letterarie. Si giunge alla conclusione che le Piccole Antille fossero note in epoca ellenistica: probabilmente si trattava di conoscenze cartaginesi trapelate dopo la distruzione di Cartagine.

Mercoledì 28 novembre
La via della seta
[Marina Montesano]
I mercanti del Golfo Persico frequentavano la Cina fin dal IX secolo.Anche per via di terra il commercio era florido. L’antica “via della seta” collegava le fertili pianure cinesi dello Yangtse e dello Huang-ho alle metropoli arabo-iraniche attraversando il deserto del Gobi, le oasi turkestane e sfiorando l’Himalaya. Gli europei erano molto interessati ai luoghi di provenienza di quelle spezie che erano parte importante della loro vita oppure alle gemme e alle stoffe preziose di cui le élites facevano grande uso: ma le notizie offerte dagli antichi erano per la maggior parte fantastiche, anche se non si devono trascurare le informazioni che potevano arrivare dai mercanti arabi. L’espansione mongola, all’inizio del XIII secolo, e la contemporanea crescita economica dell’Europa, offrirono una congiuntura favorevole affinché per la prima volta si potesse realizzare un incontro diretto, testimoniato da numerosi racconti, fra i quali Il Milione di Marco Polo.