Conferenza Warden
Il santuario etrusco di Poggio Colla e la scoperta della Stele di Vicchio
Conferenza di Gregory Warden, presidente della Franklin University Switzerland e professore di archeologia.
Lunedì 19 febbraio - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei Congressi
I 21 anni di scavi effettuati nell’ambito del Mugello Valley Archaeological Project, un consorzio di università anglo-americane, hanno consentito di portare alla luce il sito etrusco di Poggio Colla, un vasto santuario collinare situato a nord-est di Firenze. Il santuario ha rivelato resti di un’architettura monumentale che copre la maggior parte della storia etrusca, così come testimonianze pertinenti a tutti gli ambiti della vita quotidiana della civiltà etrusca, tra cui si registrano bronzetti, monete, gioielli in oro e bronzi, che fanno emergere nuovi aspetti del rituale etrusco. Di particolare interesse è stato quanto scoperto riguardo l’attività delle donne etrusche che hanno svolto un ruolo fondamentale nella vita del santuario. Inoltre, lo scavo archeologico ha restituito un santuario dedicato ad almeno una divinità femminile, con rituali focalizzati intorno a una fenditura sotterranea che addice al carattere ctonio del culto. Di eccezionale rilevanza anche la scoperta di ceramiche tra le quali si distingue in modo particolare un frammento che riporta la più antica scena di parto nell’arte europea.
Alcuni dei reperti del sito etrusco di Poggio Colla sono stati esposti recentemente a Firenze presso Palazzo Pegaso in occasione della mostra Scrittura e Culto e anche presso il museo archeologico di Artimino in quella intitolata Il luogo di Uni. Di recente, il santuario ha disvelato una stele di pietra arenaria, la “Stele di Vicchio”, che riporta una delle tre più lunghe iscrizioni sacre della cultura etrusca trovate finora, e che rappresenta una preziosa risorsa per lo studio della cultura e della lingua di questa civiltà non ancora bene conosciuta. Si tratta altresì del testo sacro più antico e l’unico conservato in un contesto archeologico sicuro. La stele è stata sottoposta a studi di conservazione e digitalizzazione (fotogrammetria e scansione laser); un team di esperti internazionali ne sta ora decifrando il significato: una sfida importante che promette di dare nuova luce alla cultura e alla religione etrusca.