Qumran
Qumran: le grotte dei Rotoli del Mar Morto
Conferenza di Marcello Fidanzio, professore alla Facoltà di Teologia di Lugano, direttore del settore Ambiente biblico dell’Istituto di Cultura e Archeologia delle terre Bibliche. Dirige la ricerca, lo studio e la pubblicazione degli scavi delle grotte di Qumran.
Mercoledì 29 novembre
Lugano, Palazzo dei Congressi
Tutto è cominciato nel 1947 quando frammenti d’importanti manoscritti ebraici hanno iniziato a comparire sul mercato antiquario. Eleazar L. Sukenik attraversò una Gerusalemme con le barricate per poter acquistare i primi rotoli. “La più grande scoperta di manoscritti antichi dell’era moderna” (Wiliam F. Albright) continuò con lo scavo giordano-francese di 11 grotte contenenti resti di oltre 950 rotoli datati fra la metà del III sec. a.C. e il I sec. d.C. Tutti testi di letteratura religiosa: la Bibbia, commenti al testo sacro e regole per disciplinare e nutrire una particolare esperienza comunitaria identificata con gli Esseni. Dalla fine delle scoperte (1956) molto si è atteso per conoscere i contenuti dei rotoli, oggetto di un minuzioso lavoro di ricostruzione: migliaia di frammenti a comporre un gigantesco puzzle da risolvere non avendo più la totalità dei pezzi e spesso non conoscendo il testo di partenza. Il ritardo nella pubblicazione, dovuto anche a problemi interni al gruppo di lavoro, diede origine a molte speculazioni e teorie del complotto, rivelatesi poi infondate quando le foto di tutto il materiale vennero pubblicate integralmente nei primi anni ’90. Il lavoro degli archeologi è invece rimasto largamente inedito e ad esso s’interessa sempre più la comunità scientifica (esperti di testi, oltre agli archeologi). Questo perché la collezione dei manoscritti del Mar Morto pone nuove domande, oltre a offrire preziose informazioni. Uno studio delle grotte in cui i manoscritti vennero ritrovati, che tenga in considerazione tanto la cultura materiale, quanto i contenuti dei testi, permette di tracciare un profilo del fenomeno Qumran. Con questo si può tornare alle domande di fondo, che ancora restano aperte: da dove vengono questi testi? Chi li ha nascosti nelle grotte? Come comprenderli?