Due giorni in Valle d'Aosta
Visita al nuovissimo Parco e Museo archeologico di Saint Martin de Corléans, nato sul sito megalitico che rivoluziona le conoscenze della Preistoria europea, area di culto e sepoltura tra dolmen, tombe megalitiche e stele antropomorfe. Ad Aosta si prosegue tra le monumentali testimonianze della città romana. Con l'archeologa Antonella Infantino, del Comitato AAT.
Da sabato 29 aprile a domenica 30 aprile
Valle d'Aosta
L’area megalitica di Saint Martin de Corléans, alla periferia di Aosta, si estende per circa un ettaro ed è un sito pluristratificato, tra i più importanti d’Europa, le cui tracce vanno dalla chiesa romanica, sorta sui resti di necropoli romane e galliche, ai santuari dell’Età del Rame sino ai rituali di consacrazione risalenti alla fine del Neolitico. Il complesso monumentale si trova sull’asse di un’antichissima via di comunicazione transalpina che collega la Pianura Padana alla Francia e alla Svizzera, da sempre via di passaggio e migrazioni.
Di recente apertura, il Parco e museo archeologico di Saint Martin de Corléans presenta ben cinque millenni di storia raccontata da un sorprendente percorso in continuo dialogo tra i reperti e l’area dei ritrovamenti, a cui si accede discendendo con un sistema di passerelle al di sotto del livello stradale. La visita, condotta per noi dal Soprintendente agli scavi, è di forte suggestione anche grazie all’innovativo e coinvolgente allestimento la cui illuminazione muta gradatamente in riferimento alle diverse ore del giorno. Straordinarie le testimonianze tra cui il grande dolmen, le stele antropomorfe di capi guerrieri, eroi o divinità, le tombe megalitiche, le tracce di arature, gli oggetti devozionali, i resti umani che raccontano anche la pratica della trapanazione dei crani in soggetti viventi.
Nel 1969, durante alcuni scavi edilizi nella periferia di Aosta, venne ritrovata una stele antropomorfa di oltre 4000 anni fa, riusata come coperchio di una tomba. L’area, subito acquisita dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, fu oggetto di scavi e campagne approfondite. Nata come santuario all’aperto destinato al culto dei viventi, l’area assume solo negli ultimi secoli del III millennio funzioni funerarie, divenendo una necropoli privilegiata con tombe monumentali di varia tipologia megalitica. Le fasi strutturali si alternano a partire dal Neolitico recente (fine del V millennio a.C.), attraverso tutta l’Età del Rame (IV-III millennio a.C.), per giungere all’Età del Bronzo (II millennio a.C.) e all’Età del Ferro.
Più dettagliatamente, vi sono le tracce di un’aratura propiziatoria corredata dalla semina rituale di denti umani della fine del V millennio a.C., seguita dalla creazione di pozzi allineati sul cui fondo si trovano le offerte di macine, frutti e cereali; si giunge agli inizi del III millennio a.C. con l’allineamento di almeno 24 pali totemici in legno orientati da Nord Est a Sud Ovest ai quali seguono progressivamente 46 imponenti stele antropomorfe, prima vera manifestazione del megalitismo in quest’area e magistrali esempi della statuaria preistorica. Alla fine del III millennio a.C. cambia la destinazione d’uso dell’area con la costruzione delle prime tombe megalitiche delle famiglie più influenti della comunità, costruite totalmente fuori terra, e con le sepolture galliche e romane dell’Età del ferro.

Aosta romana. La prospettiva di conquista della Valle d’Aosta da parte dell’Impero Romano prese corpo nell’epoca di Augusto, quando si intensificarono i rapporti tra l’Impero e il nord della Gallia e si crearono le condizioni per un’estensione dei confini dell'Impero verso l’area germanica. Nel I secolo a.C. vi furono vari scontri con le popolazioni alpine, vinte le quali i Romani iniziarono ad urbanizzare il territorio conquistato e a tracciare la rete viaria collegando i valichi alpini. Augusta Praetoria (Aosta), vera e propria porta delle Alpi, fu fondata nel 25 a.C. e si può definire una città liminare, costruita per scopi strategici a controllo dei confini. L’impianto urbanistico su cui fu costruita è chiaramente legato alla morfologia di un accampamento militare romano a pianta rettangolare.
Insieme al Museo Archeologico Regionale visiteremo i monumenti più significativi di Aosta romana tra cui l’Arco di Augusto, la Porta Praetoria che si apre nella poderosa cinta muraria, il cosiddetto “quartiere degli spettacoli” con l’imponente Teatro, l’area del Foro e il Criptoportico. Quest’ultimo, davvero singolare e che poche città del mondo romano vantano, consiste in una struttura di contenimento e regolarizzazione del terreno, che si articola in un grande corridoio seminterrato a doppia navata, le cui funzioni si legano anche al culto dell’imperatore.