Conferenza Carrara
Dalle Veneri preistoriche alla Venere romana. La figura femminile nelle religioni del Mediterraneo
Conferenza di Matilde Carrara, archeologa classica, collaboratrice alla Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma. In collaborazione con Zonta international Club Lugano che per l´occasione effettuerà una raccolta fondi a favore delle attività didattiche dell´AAT.

Mercoledì 6 aprile - ore 20.30
Cadempino, Centroeventi
Nell’età paleolitica vige un rapporto di complementarità tra l’uomo e la donna, dediti alla caccia l’uno e alla raccolta l’altra. Ca. 200 sono le statuette femminili, lavorate in materiali diversi (calcare, avorio di mammut, corna animali, steatite, argilla), rinvenute in Europa, dalla Francia alla Siberia, in siti datati già a 38.000 anni fa, raffiguranti donne dal corpo possente, con seni e genitali enfatizzati. Nella cultura neolitica, a partire dal X millennio a.C., con l’introduzione dell’agricoltura la donna diventa il personaggio centrale: presiede alla fecondità e ha valenze magico-religiose, che si manifestano nei diffusi culti delle Dee-Madri. La scoperta che la donna non può generare senza l’intervento maschile comporta una svolta epocale all’interno della coppia e il maschio andrà via via avendo il sopravvento sull’altra metà. L’introduzione dei metalli rivoluziona ancora una volta la vita delle comunità, che da agglomerati di villaggi passano alle città-stato e infine intorno al 3000 a.C. a stati veri e propri, retti da monarchi. Nel II millennio a.C. c’è un Dio-Re del cielo che lascia alla Grande Dea il governo della terra.
Il ruolo delle divinità femminili non si esaurisce nel tempo, anzi. Ne è diretta testimonianza la dea greca dell’amore e della bellezza, Afrodite, Venere per i Romani, che assume valenze proprie di altre importanti divinità: Astarte, Iside, Tanit, Giunone, Cibele. La devozione per le Dee-Madri pagane verrà in qualche modo riassorbita, non senza riluttanze, dal Cristianesimo, l’unica tra le religioni monoteistiche a riservare a Maria, Theòtokos, generatrice di Dio, una partecipazione femminile alla “nuova novella” del cosmo.