Conferenza Carandini
La casa-santuario da cui si è governato il mondo
Conferenza di Andrea Carandini, professore emerito di Archeologia e storia dell'arte greca e romana all'Università La Sapienza di Roma. Alla scoperta delle residenze espressioni di ricchezza e potenza, nel cuore della Roma antica, dove si decidevano i destini del mondo. In collaborazione con FAI Swiss.
Mercoledì 18 novembre - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei Congressi
Alla scoperta delle residenze, espressioni di ricchezza e potenza, nel cuore della Roma antica, dove si decidevano i destini del mondo. Nell’antichità le azioni politiche sono spesso pensate dentro le mura domestiche, per essere poi inscenate e attuate all’aperto, nella pubblica piazza. A Roma è nelle case che le amicizie dei potenti si trasformano in inimicizie, che i nemici diventano alleati, che si tessono trame matrimoniali, che si organizzano esibizioni di prestigio e che si manovrano bande. Nelle pause della vita politica si va a riposare nell’ozio senza freni, lussuoso e colto dei parchi con residenze spaziose (horti), disposti intorno al centro storico chiuso nelle mura di Servio Tullio; oppure meglio ancora nelle ville, in campagna e al mare. Ma è nella zona tra il Palatino e il colle Oppio, a ridosso del Foro, che risiede l’aristocrazia. È questa la Roma prestigiosa, ricca di storia, vicina ai luoghi istituzionali e tuttavia appartata, piena di sale ben frequentate e di mercati di lusso.
Andrea Carandini entra in queste case del potere, nei grandi atri per il ricevimento, nei peristili alla greca affollati di opere d’arte, negli stretti cubicoli con pitture a trompe l’œil e nelle sale da pranzo con pavimenti a intarsi di marmi colorati, e di questo cuore di Roma descrive consuetudini e stramberie tra la tarda Repubblica e il primo Impero, più precisamente dal 210 a.C. - data di un grande incendio - al 64 d.C. - il tempo di Nerone suicida e dei suoi primi ed effimeri successori - quando la casa diventa simbolo dello status sociale ed economico, manifestazione della personalità carismatica del proprietario, riflesso della sua ambizione sfrenata, del suo delirio.
Il cuore di Roma comprende il Palatium o Palatino, così come la Velia e le Carinae. Di questo centro della città faceva parte il quartiere del Foro e del Campidoglio, dove esistevano anche edifici privati, ma che era principalmente riservato agli edifici sacri e pubblici. Ed è proprio il Foro che condiziona l’insediamento privilegiato di altura del circondario. Qui si trovavano le case dei grandi, che quella piazza pubblica ogni giorno frequentavano, per cui era necessario vivere vicini a quel luogo della politica. Quando con gli imperatori giulio-claudi il Foro verrà ridotto ad un palcoscenico ideologico del Principato e perderà il ruolo politico tradizionale, si creeranno nuovi Fori e aggregati monumentali, i palazzi imperiali e i loro uffici cresceranno a dismisura, sorgeranno le grandi terme pubbliche e gli edifici con appartamenti su più piani (insule), allora le abitazioni nobiliari, prima aggregate entro un centro alquanto limitato, cominceranno a spargersi per la città.