Viaggio a Parigi
Visita del Louvre, della sezione archeologica al Museo Carnavalet e del Museo di archeologia nazionale al Castello di Saint-Germain-en-Laye che presenta circa 30'000 oggetti archeologici, cosa che ne fa una delle più ricche collezioni d'Europa.
Da giovedì 14 
a domenica 17 maggio
Il Louvre ha origine da una fortificazione fatta costruire da Filippo Augusto al momento della sua partenza per la Crociata del 1190, al fine di proteggere la riva destra in sua assenza. Poco più a nord dell’attuale Cour Carré fu edificata una fortezza di cui sono state trovate alcune vestigia durante gli scavi degli anni ’80. Successivamente, nel XIV secolo, la fortezza fu abbellita da Carlo V che ne fece una residenza secondaria, ma solo con Francesco I, nel 1515, il Louvre divenne la dimora principale dei sovrani di Francia. Poco più tardi, Caterina de’ Medici fece costruire un nuovo palazzo nella zona antistante il Louvre che era stata precedentemente occupata da fabbriche di tegole (tuiles): il palazzo prese per l’appunto il nome di Tuileries. La sovrana pose, inoltre, le basi di un ambizioso progetto, quello di ingrandire ulteriormente il Louvre a spese di edifici privati e di collegarlo alla nuova residenza. Il progetto fu realizzato a partire dal 1594 da Enrico IV, che curò il collegamento alle Tuileries attraverso la Grande e la Piccola Galleria. In seguito furono diverse le modifiche o le aggiunte all’edificio, come la costruzione nel XVII secolo della gran colonnato sulla facciata verso Saint-Germain-l’Auxerrois. Ma ciò che caratterizzò maggiormente la trasformazione dell’area fu la distruzione del palazzo di Caterina de’ Medici, seguìta agli eventi della Comune, e la realizzazione al suo posto dei giardini omonimi. Il Louvre perse la sua funzione di residenza reale all’epoca di Luigi XIV che spostò la corte nel nuovo palazzo di Versailles e nell’edificio, a partire dal 1793, fu realizzato il Muséum Central des Arts. Le collezioni archeologiche del Louvre contano più di 100'000 oggetti e sono divise in tre sezioni che visiteremo in due momenti. 

La prima visita è dedicata a quella delle Antichità orientali con le collezioni che coprono un periodo di più di 9'000 anni e un territorio che si estende dall’Africa settentrionale alla valle dell’Indo e all’Asia centrale e dal Mar Nero alla penisola Arabica.
Nel XIX secolo la Francia fu pioniere nelle ricerche archeologiche organizzate nell’Impero Ottomano e in Persia. Fra i personaggi mitici dell’epoca ricordiamo Paul-Emile Botta - riscoperta della civiltà assira con gli scavi a Khorsabad 1843-1845 - ed Ernest de Sarzec che scavò il sito sumerico di Tello nel sud della Mesopotamia. L’arrivo al Louvre dei reperti di Tello nel 1881 e le statue in diorite di Gudea, principe di Lagash, determinarono la creazione del Dipartimento delle Antichità orientali. Le collezioni originarie si arricchirono nel XX secolo con i notevoli ritrovamenti messi a giorno da André Parrot a Larsa, antica capitale sumera, e a Mari, antica città sul medio Eufrate in Siria. Da Babilonia arrivò il “Codice di Hammurabi” ritrovato negli scavi di Susa in Iran. La collezione comprende attualmente anche i ritrovamenti avvenuti in Iran, riguardanti un lungo periodo storico culminante con grandi re dell’Impero persiano Dario e Serse, i loro palazzi nonché i ritrovamenti di Siria, Iraq, Libano, Cipro, dell’ Anatolia e dell’Africa settentrionale. La diversità e l’ampiezza delle collezioni di Antichità orientali del Louvre ne determina il grande prestigio internazionale e permette al visitatore un approccio cronologico suscettibile di creare un legame coerente tra le civiltà rappresentate da questo patrimonio inestimabile.

Durante la seconda visita vedremo la sezione Antichità egizie con le vestigia delle civiltà che si sono succedute sulle rive del Nilo dalla fine della preistoria all’epoca cristiana, e quella delle Antichità greche, etrusche e romane, costituita nel 1793 attorno alle collezioni reali, illustra l’attività artistica delle regioni intorno al Mediterraneo dal neolitico al VI secolo d.C.
La creazione al Louvre del dipartimento di Antichità egizie, avvenuta nel 1827, è la conseguenza diretta della spedizione di Bonaparte in Egitto 1798-1801 e della nomina di Jean-François Champollion a conservatore. Alla collezione originaria vennero ad aggiungersi i ritrovamenti delle missioni archeologiche organizzate dal Louvre in Egitto e parecchie generose donazioni. Nel 1997 è stato curato il nuovo allestimento con una presentazione tematica centrata sui principali aspetti della civiltà che valorizzano l’aspetto storico e l’evoluzione artistica. È la più importante collezione dopo quella del museo del Cairo ed è divisa in due sezioni: una riguardante l'Egitto Faraonico e l’altra l'Egitto copto e romano.

Nella sezione di Antichità greche, etrusche e romane vi troviamo marmi, bronzi, ceramiche, oreficerie, avori, affreschi e mosaici che compongono la rassegna del periodo che va dalle origini dell’arte greca al periodo finale dell’impero romano. Le opere scultoree sono di estremo interesse: degne di nota sono la statua dorica Kore di Auterre, la scultura ionica Hera di Samo e la testa Rampin. Altre due opere che rappresentano il Louvre a livello mondiale sono certamente la Vittoria di Samotracia e la Venere di Milo, ritenuta uno dei massimi capolavori dell’antichità e, in genere, uno dei modelli più perfetti di bellezza femminile.

Le opere ammirevoli di epoca etrusca provengono dalla Necropoli di Cerveteri, come il Sarcofago degli Sposi, un'urna funeraria in terracotta che riproduce due sposi stesi su un letto mentre banchettano (foto sotto a sinistra). La collezione dedicata all’arte romana è particolarmente ricca di busti e statue che rappresentano imperatori, filosofi e importanti uomini di stato di cui molte volte si conosce il nome ma si ignora il volto: Messalina, Traiano, Tiberio, Marco Aurelio, Agrippa, Caracalla e molti altri. Sempre nella collezione romana, i frammenti di alcuni mosaici di Pompei e un frammento di marmo dell'Ara Pacis. Da non perdere il Tesoro di Boscoreale, splendidi piatti provenienti da Napoli.

Il castello di Saint-Germain-en-Laye, situato a 20 chilometri circa a ovest di Parigi, ospita oggi il ricco Museo di archeologia nazionale che copre un ampio periodo dalla Preistoria all' Età del ferro e fino alla romanizzazione. Le terrazze del parco offrono un bel punto di vista sull'agglomerato parigino. Il castello di Saint-Germain-en-Laye, chiamato anche "Castello Vecchio" in opposizione al "Castello Nuovo" oggi scomparso, è un'antica residenza dei re di Francia. In esso sono stati firmati numerosi trattati di pace ed editti reali.

Il Museo di archeologia nazionale presenta circa 30.000 oggetti archeologici, cosa che ne fa una delle più ricche collezioni d'Europa! Questi oggetti sono ripartiti in sette collezioni che seguono un ordine cronologico: il Paleolitico, il Neolitico, l'Età del bronzo, l'Età del ferro, la Gallia romana e la Gallia merovingia (VIII secolo). Nelle sue riserve, esso nasconde più di due milioni di oggetti.

Le collezioni archeologiche del Museo Carnavalet contano circa 10'000 oggetti che illustrano le origini di Parigi, che vanno dalla Preistoria al Medioevo. Provengono soprattutto da scavi iniziati nel XIX secolo e comprendono sculture, elementi di architettura, stele funerarie, ceramiche, vetri, bronzi, gioielli, monete. Alcuni oggetti sono molto rari: molari di mammut, piroghe del Neolitico (4500-2000 sec.a.C.), l'astuccio del chirurgo (III sec.d.C), l'impronta funeraria di un viso di un bambino del III secolo d.C.