Futuro senza passato: l'estinzione del patrimonio culturale in Sira e Iraq
Conferenza di Paolo Brusasco, docente di Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente Antico presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell'Università degli studi di Genova.
Mercoledì 11 marzo - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei Congressi
Regioni incredibilmente ricche dal punto di vista storico-archeologico quali Siria e Iraq, conosciute come la "culla della civiltà", rischiano oggi di perdere per sempre il loro inestimabile passato. La conferenza presenta i risultati del costante monitoraggio delle distruzioni e dei saccheggi avvenuti nell'area mediorientale, mettendo in luce il pericoloso connubio di motivazioni escatologiche e interessi economici. Con la presa di Mosul - la biblica Ninive - l'8 giugno 2014 da parte dello Stato Islamico (IS), si assiste a un momento di svolta nell'annichilimento del patrimonio culturale dei due paesi. Genocidio e mnemocidio si coniugano con la soppressione iconoclastica di musei, monumenti commemorativi, siti archeologici, santuari e moschee che non trova giustificazione alcuna nel Corano. Nella sola piana di Ninive sono a rischio oltre milleottocento siti archeologici che spaziano dalla preistoria all'età assira, dalle culture paleocristiane a quelle di minoranze etnico-confessionali quali yazidi, shabak, mandei, curdi e turcomanni. Ma anche i santuari di profeti cari alla fede ebraica, musulmana e cristiana sono stati colpiti, come la celeberrima mosche di Giona a Mosul, distrutta a colpi di dinamite da IS il 24 luglio 2014. In questo drammatico scenario, si prenderà in esame la sorte delle capitali assire di Nimrud, Assur (Patrimonio UNESCO), Khorsabad e della stessa Ninive, ma anche della città ellenistica di Hatra (Patrimonio UNESCO), centri potenzialmente esposti ai saccheggi e alle devastazioni.