Olinto, mosaico di Bellerofonte
Sulle tracce di Alessandro Magno
Viaggio nella Macedonia greca con l'archeologa Matilde Carrara. La Macedonia, terra ricca di storia, ha visto negli ultimi anni un intenso lavoro di recupero e di musealizzazione dei suoi straordinari monumenti. Le testimonianze vanno dall'età di Filippo II e Alessandro Magno (tumuli di Verghina, Palazzo Reale di Pella, la "Città sacra" di Dion) al periodo romano (via Egnatia, Palazzo e Arco di Galerio), a quello bizantino con i magnifici mosaici e affreschi delle chiese di Tessalonica e i monasteri di Monte Athos sino ai restaurati edifici della cultura ottomana.
Da sabato 4
a venerdì 10 ottobre e
da sabato 11
a venerdì 17 ottobre
La Macedonia, la regione più settentrionale della Grecia, è una terra particolarmente ricca di storia e di testimonianze artistiche ma anche di suggestive bellezze paesaggistiche.

Salonicco (Tessalonica)
La città di Tessalonica, fondata nel 316 a.C. da Cassandro, prende il nome da sua moglie, la sorellastra di Alessandro Magno. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce resti di insediamenti precedenti, risalenti già al VI sec. a.C. Grazie alla sua favorevole posizione di collegamento di vie martittime e terrestri tra l'area balcanica e l'Italia, continuò a prosperare anche dopo il declino del regno macedone con la conquista romana e a seguito della realizzazione nel 146 a.C. della via Egnatia che collegava Durazzo a Costantinopoli. Capitale della Provincia della Macedonia, rivestì un ruolo importante anche durante il periodo bizantino, quando venne nominata symbasilousa, seconda capitale dell'Impero d'Oriente. Animata e vivace, dall'atmosfera cosmopolita con forti venature orientali, gode di una grande ricchezza di monumenti.

Penisola calcidica: Salonicco, Olinto, Ouranopoli
Articolata in tre lunghi bracci protesi sul mare Egeo con incantevoli e intatti paesaggi, la penisola calcidica, abitata già da epoche remotissime, ha ospitato antiche colonie greche. Qui sorgeva la città di Olinto a capo della Lega calcidese; nota per la sua pianta regolarissima è uno dei migliori esempi dello schema urbanistico teorizzato dal grande architetto classico Ippodamo da Mileto. Fu prospera e indipendente fino alla sua distruzione voluta da Filippo di Macedonia nel 348 a.C. Gli scavi hanno restituito anche numerosi sarcofaghi e mosaici pavimentali in ciottoli fluviali a figurazioni mitologiche.

Il braccio orientale della Calcidica è occupato dalla repubblica autonoma del Monte Athos, il più importante centro monastico ortodosso della Grecia, di tradizione anacoretica, con una popolazione esclusivamente maschile; dal 1060 è severamente vietato l'ingresso alle donne, mentre l'ingresso ai visitatori è sottoposto a una particolare giurisdizione restrittiva: per entrarvi è infatti necessario uno speciale permesso di soggiorno. Gli spettacolari monasteri a strapiombo sul mare si possono però ammirare dal battello con imbarco dalla pittoresca cittadina di Ouranopoli.

Salonicco, la Tessalonica greca e romana
Dell'antica città su cui è edificata la Salonicco moderna, sono stati riportati alla luce l'impianto della vasta agorà, il raffinato odeon e le terme romane. Scavi recenti per dotare la città della metropolitana hanno riscoperto il tracciato della via Egnatia e una necropoli con corredi intatti, ma molto altro è andato distrutto.
Nel periodo della Tetrarchia, alla fine del III sec. d.C., Galerio fa erigere un grandioso complesso palaziale a cui appartengono l'arco di trionfo e il suo Mausoleo (la Rotonda, oggi chiesa di Agios Georgios). Il Mausoleo fu trasformato attorno al 400 in chiesa, nel 1591 venne innalzato il minareto quando la chiesa fu trasformata dai Turchi in moschea. Alla fine del IV sec. l'interno fu coperto da splendidi mosaici a sfondo dorato, mentre nel catino absidale sono presenti tracce di affreschi risalenti al X sec. L'arco di trionfo, innalzato nel 303 d.C., è ornato da quattro fasce di bassorilievi che narrano gli episodi delle gloriose campagne militari dell'esercito romano in Armenia, Persia e Mesopotamia.
Il Museo archeologico, recentemente ristrutturato, consente di inquadrare al meglio la straordinaria produzione artistica della MAcedonia nell'antichità. E celebre per gli splendidi tesori ritrovati nelle tombe della dinastia macedone, gioielli e diademi in oro, vasi in argento o bronzo dorato; sono inoltre esposti sculture, mosaici ed elementi architettonici di pregio e un grande cratere di bronzo dorato con scene della vita di Dioniso proveniente da Derveni. Nel percorso museale una sala è dedicata al passato più lontano della Macedonia, dal Neolitico all'età del Bronzo, ma anche alla storia dei primi scavi e alle figure dei pionieri dell'archeologia della regione.

Antica Macedonia: Pella, Lefkadia, Kopanos, Verghina
Il regno macedone raggiunse il suo apice sotto Filippo II e il figlio Alessandro. Filippo, dopo aver sconfitto le armate di Tebe e di Atene nel 338 a.C. a Cheronea, fu promotore di una confederazione di stati greci, imponendo, in nome della lotta contro la Persia, una "pace comune", che di fatto sanciva la fine della scolare autonomia delle città della Grecia centrale. Morto il padre, assassinato nel 336 a.C. ad Ege, Alessandro si trovò a soli 18 anni a capo di un potente esercito, che guidò di vittoria in vittoria dall'Egitto sino all'Indo, diffondendo la cultura greca anche oltre i confini dell'immenso impero persiano.

Pella, capitale dal IV sec. a.C. del regno macedone, luogo di nascita di Filippo II e di Alessandro, conserva i resti del grandioso palazzo reale e delle lussuose dimore degli hetàiroi, i nobili patrizi compagni del re. Da qui provengono i famosi mosaici a ciottoli di fiume policromi con complesse scene figurate. Oltre al sito è di particolare rilevanza per le opere esposte l'accluso Museo archeologico.

Nei dintorni di Naussa, a Lefkadia è possibile visitare alcune tombe a camera, tra cui la celebre "Tomba del giudizio" con importanti affreschi del primo periodo ellenistico e a Kopanos, dove la tradizione vuole che, nei pressi di una fonte dedicata alle Ninfe, Aristotele abbia curato l'educazione del giovane Alessandro.

Vanto dell'archeologia greca è il sito di Verghina, l'antica Aigài (Ege), la prima capitale del regno e luogo di sepoltura dei re della dinastia macedone. Nel 1977 si è qui rinvenuto il tumulo inviolato di Filippo II con un ricchissimo corredo. La tomba reale, dopo una lunga e complessa opera di restauro, è ora visitabile insieme ad altre sepolture principesche dalle eleganti strutture architettoniche e con raffinate decorazioni parietali. Nello stesso tumulo è ospitato il museo dove sono esposti i tesori rinvenuti nelle tombe, ricchi corredi funebri composti da tripodi con armi bronzee, vasellame in argento, scrigni in oro, rilievi in avorio con testine a decorare il letto funebre (due sono i ritratti di Filippo II e di Alessandro Magno).

Dion, la città sacra dei Macedoni
Dion, "il luogo di Zeus", è situato alle falde dell'Olimpo, in un'area di grande suggestione paesaggistica. Dedicato al culto di Zeus sin dall'VIII sec. a.C., il sito era legato alle origini della dinastia macedone e in particolare al re Archiloco, che vi istituì concorsi teatrali in onore delle Muse. Alessandro prima di partire per l'Asia, riunì qui il suo esercito e vi celebrò una grande festa propiziatoria. Accanto al santuario sorse una città fortificata, in parte ancora da esplorare. Particolarmente interessante per la qualità delle opere esposte sarà la visita al Museo archeologico.

La Tessalonica bizantina
Dal V sec. Salonicco fa parte dell'impero romano d'Oriente e, da Giustiniano in poi, fu arricchita da chiese e conventi riccamente decorati a mosaico o affresco, che sono tra le più alte e meglio conservate testimonianze dell'arte bizantina, come la chiesa di San Demetrio ancora a pianta basilicale, quelle transizionali a cupola centrale di Santa Sofia del periodo iconoclasta e la Panagia Chalkeon dell'XI sec., gli edifici a pianta cruciforme centralizzata come Agia Ekaterini.
Di recente sistemazione sono anche la cittadella con la piccola ma preziosa chiesa di Osios David (nel catino absidale si conserva il mosaico con Cristo imberbe del V-VI sec.) e le imponenti mura bizantine.
Il Museo bizantino, inaugurato nel 1994, conserva una significativa raccolta di manifestazioni artistiche dal V sec. alla dominazione ottomana.